Ciao, mio caro amico o mia cara amica di avventura 🙂 .

Bentornato/a.

Se sei qui, è perché ti ho incuriosito con il mio primo post.

Se ti starai chiedendo quale fosse l’impegno urgente al quale non potevo dire di no nel primo post, beh, forse resterai un po’ delusa.

Nessun viaggio, nessun aereo da prendere, nessuna vacanza da fare.

Avevo una lezione di un nuovo corso online al quale mi sono iscritta da seguire.

Ma te ne parlerò più avanti magari, nel corso degli altri post.

Dove eravamo rimasti?

Ah si, ti stavo raccontando che ci son cascata di nuovo.

Ero appena tornata a Roma dopo 6 mesi in Spagna.

Sei mesi bellissimi, che mi hanno aperto gli occhi e fatto scoprire tante cose di me che ancora non conoscevo.

Dopo questi sei mesi bellissimi, torno a Roma, con ben 4 esami ancora da fare.

Ma, come ti raccontavo, ci son cascata di nuovo.

A ben 4 esami dalla Laurea, invio il mio CV ad una delle più grandi società di Consulenza Aziendale per partecipare ad un Graduate Programme.

Un Graduate Programme è un percorso al quale solitamente possono partecipare i neolaureati in alcune discipline. Nel mio caso era aperto a Laureati in Economia, Business Management o Ingegneria Gestionale.

Questo Graduate Programme aveva l’obiettivo di inserire i le persone selezionate in un percorso professionale ben strutturato, finalizzato ad una crescita personale e professionale a 360°.

E quando dico 360° intendo davvero a 360°.

Chi veniva selezionato per questo percorso poteva accedere a corsi esclusivi di empowerment personale e professionale, percorso di carriera accelerato e chi più ne ha più ne metta.

Cosa mi attirava di questo percorso?

Ovviamente, non era in Italia.

Ma, udite udite, era a Malta.

Si, Malta, quella piccola isoletta conosciuta da tanti italiani per la presenza di Paceville, la cosiddetta via della perdizione per tutti gli stranieri in vacanza.

Ma questo Graduate Programme mi avrebbe permesso di vivere di nuovo in un Paese straniero (questa volta come lavoratrice e non come studentessa) e, quindi, di lavorare in una lingua straniera.

E ormai saprai quanto sia forte il mio amore verso le lingue straniere.

Mi candido e supero il primo colloquio, in inglese ovviamente.

Nota bene: torna, di nuovo, la mia passione per le lingue straniere, che mi ha spinto a studiare l’inglese, anche a mie spese, in tutti i modi possibili ed immaginabili.

Ma te ne parlerò in maniera più approfondita nei prossimi post.

Colloquio superato, adrenalina alle stelle.

Mi sentivo fortissima.

Te la faccio breve, supero tutti i colloqui e vengo selezionata.

Udite udite, unica donna in un team di tutti uomini.

Ebbene sì, vengo selezionata per partire per Malta e partecipare a questo Graduate Programme come unica donna in un gruppo composto da 8 uomini, unica persona non ancora laureata in mezzo a tutti laureati.

Ti risparmio la solita proposta di mio padre ed il solito svenimento e tentativo di farmi abbandonare l’ennesima opportunità.

Immagino che a questo punto saprai anche già la mia reazione.

Cosi, faccio le valigie e con ben 4 esami alla laurea, parto con tutti uomini laureati per trasferirmi a Malta, per lavorare in una delle più grandi società di consulenza del mondo.

Ah, dimenticavo di dirti una cosa importantissima.

Il contratto mi impegnava per ben 7 anni.

Si, hai letto bene. 7 anni.

7 lunghissimi anni a Malta che, a dircela tutta, forse era più piccola del mio paesino di provincia nel quale avevo vissuto fino ai 18 anni.

Ovviamente, potrai immaginare i pianti al momento del saluto con le mie coinquiline romane al momento della mia partenza, consapevoli che forse ci saremmo riviste solo il giorno della mia laurea.

Ma dovevo provarci, mettermi in gioco.

Dovevo sfidare me stessa ed i miei limiti ancora una volta.

E cosi ho fatto.

Sono partita, con la mia enorme valigia ed il mio passaporto, pronta all’ennesima avventura.

Vuoi sapere come è andata?

Ho lavorato in inglese con persone di diverse parti del mondo, ho imparato a conciliare lavoro e studio (i miei 4 esami mi aspettavano ansiosamente!).

Ho imparato a vivere con due coinquilini uomini ( e ad abituarmi al loro modo di vivere…del tutto diverso dalle mie coinquiline romane!) e ad uscire circondata da soli uomini.

Mi sono messa in gioco dal punto di vista professionale, come unica donna in un team di soli uomini, come la più piccola e la non laureata tra tutti loro, traendone il più possibile da ogni esperienza, come una spugna.

Soprattutto, ho lavorato nel mondo dell’audit, ovvero quello per cui avevo studiato tanti anni e per cui avevo investito il mio tempo ed i miei soldi.

Quello per cui pensavo di essere nata.

Ed invece, dopo poco arriva l’ennesimo fallimento.

Mi rendo conto che odio il mio lavoro, che uccide la mia creatività, anzi, che non ha niente a che fare con la mia creatività.

Che si riduce ad un mero controllo di dati e numeri, quello che ho sempre odiato.

L’unica cosa che mi resta è la possibilità di lavorare e approfondire queste cose in una lingua straniera.

E sai cosa faccio?

So già a cosa stai pensando.

“Marianna, non puoi averlo fatto davvero!”

Ci vediamo nel prossimo post,

Un abbraccio,

Marianna

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Chi sono

Ciao, sono Marianna Gaito e sono l’amica che crede in te.
Nel mio blog condivido trucchi e strategie di crescita personale e professionale per donne ribelli che vogliono cambiare il mondo.
Il mio sogno è far comprendere a quante più donne possibili il grande potenziale che ognuna di noi ha dentro di sé.

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