Ciao amica di avventura, mi chiamo Marianna Gaito, ho 28 anni e sono profondamente innamorata della vita e delle sue mille sfaccettature. 🙂

Potrai pensare “e perchè dovrebbe essere rilevante per me, persona del web, che atterro sul tuo blog?”…beh, lo è eccome.

Sono una persona estremamente curiosa e positiva, credo fermamente nel karma e nel porre cause positive per generare conseguenze positive. Ancora, “e perchè dovrebbe essere rilevante per me?”.

Perchè questa mia forte curiosità e determinazione, mi ha portato sempre a guardare la vita come un’immensa tela bianca da dipingere con tutti i colori, anche se diversi tra di loro, anche se non abbinati, anche se senza un nesso logico.

Da piccola, quando avevo 10 anni e pensavo alla migliore versione di me stessa, pensavo ad un’interprete.

Si, da piccola volevo diventare un’interprete e lavorare alla Commissione Europea.

Ti starai chiedendo il perchè o, forse, starai pensando “E perchè dovrebbe essere rilevante per me?”.

Il perchè era da ricercare nella mia curiosità. La curiosità per tutto ciò che era diverso, tutto ciò che mi permetteva o mi avrebbe permesso di conoscere qualcosa di diverso. E le lingue straniere erano un vero e proprio mezzo per conoscere qualcosa di nuovo, di non ordinario.

Questa mia passione e propensione mi porta a decidere di iscrivermi al Liceo Classico ad indirizzo Linguistico, per studiare inglese, francese e spagnolo anziché il Greco, come qualsiasi Liceo Classico.

Il greco non mi ispirava novità, l’inglese, il francese, lo spagnolo invece sì.

Nella mia mente erano come un passaporto per accedere a tutta la bellezza del mondo, per comprenderne la lingua, gli usi ed i costumi.

Per questo motivo a 18 anni appena compiuti, contro la volontà di mio padre che mi voleva iscritta all’Università vicino casa, mi iscrivo ai test di ammissione per la Scuola di Interpreti e Traduttori di Trieste, portando la mia conoscenza dell’Inglese, Francese e Spagnolo come mio cavallo di battaglia.

Tutto bellissimo, ma si trattava di soli 90 posti.

Ovviamente, non supero il processo di selezione.

Ammetto, comunque, di non aver studiato tanto per superare quei test.

“Ma come Marianna, dicevi che era la tua passione!” starai pensando.

Ebbene sì, ma avevo 18 anni ed ero molto presa dalla mia prima struggente storia d’amore, che occupava tutto il mio tempo e le mie attenzioni, togliendo tempo ad altro (tra cui lo studio).

Inoltre, ero nel pieno nella mia fase di ribellione nei confronti di mio padre, che non accettava il mio essere cosi ribelle e determinata, ed ero troppo presa a far valere i miei principi ed a fare la guerra piuttosto che concentrarmi sul mio futuro.

Nonostante ciò, la mia curiosità e la mia passione verso le lingue straniere non svaniva.

Una cosa era sicura: volevo conoscere il mondo che c’era fuori dal mio paesino di provincia e dovevo riuscirci con tutte le mie forze.

Il non superamento dei test per la Scuola di Interpreti e Traduttori è stato il mio primo fallimento.

Il primo di una lunga serie.

Dopo un po’ di disperazione, l’ho presa con filosofia.

Tento il tutto per tutto cambiando totalmente rotta.

Il mio unico obiettivo era, a questo punto, trovare un’Università con un approccio internazionale, che mi permettesse di continuare a portare avanti la mia passione per le lingue straniere.

Quindi, forte di questo, mi iscrivo alla facoltà di Economia.

Sì, hai capito bene, mi iscrivo alla facoltà di Economia.

“E cosa c’entra con la tua passione per le lingue straniere?”, ti starai chiedendo.

Non ho fatto una precisazione.

Mi iscrivo alla facoltà di Economia alla LUISS (Roma, quindi, sempre contro la volontà di mio padre): trattandosi di un’università con un forte approccio internazionale, grazie ai suoi corsi di laurea in lingua straniera, ai suoi progetti Erasmus nelle migliori università straniere, avrei potuto portare avanti la mia grande passione per le lingue straniere.

Processo di selezione superato, entro nel fantastico mondo del business.

Qui inizio piano piano a scoprire la mia grande passione anche per questo mondo (oltre che per le lingue straniere) e la mia voglia di conoscere tutto, imparare il più possibile e crescere sempre di più.

Quando dico tutto, intendo tutto.

Avrei voluto imparare più cose possibili, di un mondo a me totalmente sconosciuto fino a quel momento, ma che mi incuriosiva tantissimo.

Ecco che ritorna questa magica parolina: c u r i o s i t à.

Durante i miei anni all’Università, seguo i corsi più svariati, Business, Finanza, Accounting, Gestione Aziendale, Revisione, Matematica Finanziaria avanzata, Finanza Avanzata, Sistemi informativi, ma mai un corso di Marketing. Nemmeno uno.

Ovviamente, porto avanti la mia passione per le lingue straniere continuando lo studio dell’inglese e dello spagnolo, grazie ad i corsi offerti dalla mia Università, ma soprattutto attraverso corsi a pagamento che trovo online, leggendo testi di business o guardando serie tv in inglese (come unire l’utile al dilettevole!).

A volte, partecipo anche a qualche incontro per Erasmus in qualche bar, per conoscere nuove persone e praticare le lingue straniere.

Ammetto che il primo anno di Università la mia amata curiosità mi ha portato ad incuriosirmi di tante cose, ad approfondire tante cose… allontanandomi dai miei esami.

Ammetto anche di aver ricevuto un out-out dal mio caro papà, che mi ha invitato a terminare tutti gli esami del mio primo anno il prima possibile, pena il rientro a casa (ndr. il piccolo paesino di provincia).

Riprendo in mano il mio studio e raggiungo l’obiettivo che mi ero prefissata: terminare gli esami del primo anno in tempo.

Obiettivo raggiunto.

Anche perchè la posta in gioco era troppo alta.

Ma la mia passione per le lingue straniere e per il resto del mondo, mi spinge a cercare di realizzare un altro mio sogno: vivere per un periodo all’estero.

Sapevo che mio padre non l’avrebbe presa bene (Ndr. se Roma era lontana dal paesino di provincia, immagina cosa poteva essere per lui pensare di avermi addirittura fuori Italia!), ma non potevo cedere.

Faccio domanda per partire in Erasmus.

Sei mesi fuori dall’Italia per conoscere un nuovo posto, nuove realtà, studiare e fare esami in un’altra lingua, conoscere persone da altre parti del mondo, pronte a condividere le loro storie, le loro passioni, la loro vita.

Seleziono le migliori università in Business Management (tutte francesi ovviamente!) e, sapendo che sarei entrata in competizione con tanti miei colleghi universitari che avevano già terminato tutti gli esami o avevano una media più alta della mia (Preciso che avevo una media di 26/30… Non una secchiona insomma!), premo invio.

E’ fatta, devo solo attendere.

Non perdo mai le speranze, anche se ero ben consapevole che sarebbe stato davvero difficile.

E poi, arriva la chiamata. “Marianna, mi dispiace, non sei stata selezionata per nessuna delle Università scelte, purtroppo c’erano tuoi colleghi con una media più alta della tua che hanno vinto. Ci dispiace. Tuttavia….”.

Tuttavia? Come può esserci un “tuttavia” dopo un “Ci dispiace, non sei stata ammessa”?

Eppure c’era.

“Tuttavia, considerata la tua conoscenza dello spagnolo (Ndr. Spagnolo studiato al liceo e all’università) ci sono dei posti liberi per partire per la Spagna, precisamente Università di Salamanca. Potrebbe interessarti?”.

Certo, non era la migliore Business School Francese per la quale avevo applicato, non era considerata tra i migliori Paesi nei quali studiare (sai, nella testa di tutti Erasmus in Spagna vuol dire feste, alcool, nullafacenza e chi più ne ha più ne metta!), sembrava più una soluzione “di scarto” che l’opportunità della vita.

Ma era pur sempre un’opportunità.

E cosa è successo secondo te?

Dopo averci pensato due minuti, accetto.

Mi si era presentata la possibilità di realizzare un mio sogno (studiare all’estero) grazie ad una “causa positiva” (lo studio dello spagnolo al liceo e all’università) posta precedentemente, in maniera del tutto inaspettata.

Qualche anno dopo avrei capito che il successo e la migliore versione di noi stessi si crea proprio cosi, grazie alle cause positive che poniamo nel corso della nostra vita.

Ovviamente, ti lascio immaginare la reazione di mio padre: per poco non sveniva.

Mi ha proposto un anno a Londra a sue spese in cambio della mia rinuncia alla Spagna (Spagna = perdizione), considerato anche che avevo ancora ben 6 esami che mi separavano dalla laurea.

Ma non mi lascio convincere (come al solito) e, con tutta la mia determinazione, parto per una delle avventure più belle della mia vita.

Un’esperienza che suggerisco anche a te voi che stai leggendo.

Conoscere culture diverse, persone da ogni parte del mondo, studiare materie nuove in una lingua non tua, relazionarti con un Paese a te sconosciuto è uno dei modi migliori in cui puoi crescere e migliorarti.

Uscire fuori dalla zona di comfort è quello che rende ogni individuo vivo e consapevole di quanto ci sia di bello li fuori, fuori dalla sua bolla conosciuta.

Dopo i fantastici mesi in Erasmus e le tante esperienze vissute, con un bagaglio di emozioni e gioie (ed un padre sempre più rassegnato), torno nella mia amata Roma.

Ah, preciso che quando sono partita per il mio Erasmus stavo già frequentando la laurea Specialistica.

Alla Specialistica, convinta che il mondo dell’audit e della revisione fossero il mio destino (Ndr. L’ Auditor è il professionista che verifica e cerca di migliorare le procedure interne all’azienda. Si assicura del corretto svolgimento delle pratiche amministrative e finanziarie (revisione contabile), controlla l’efficacia e l’efficienza nella gestione dei principali processi aziendali (ad es. procurement, ICT, HR, valutazione e gestione del rischio) e verifica il rispetto di leggi, regolamenti e normative applicabili.).

Convinta di questo, mi sono iscritta ad un indirizzo che già dal nome potrai intuire quanto sia poco legato alla mia amata parolina (sempre curiosità, ma anche ad una nuova parola che amo tantissimo, creatività): “Consulenza Aziendale, Auditing e Revisione Aziendale”.

So che stai rabbrividendo al solo pensiero.

Altro fallimento della mia vita: mi accorgo che non è la via della mia felicità, che studiare tutti quei numeri, quelle regole, quei diritti (ben 10 tipi di diritto diversi!!!!) sono ben lontani da tutto quello che amo.

Ma non mollo.

Continuo per la mia strada, con determinazione e tenacia, che mi spingono a chiudere il percorso accademico ed iniziare una esperienza lavorativa in questo campo (come se non bastasse!).

Ma, secondo te, cosa ho fatto per cercare di rendere più piacevole questo mio percorso?

Ebbene si, l’ho fatto di nuovo.

Ma ora devo lasciarti, ho degli impegni urgenti che mi aspettano.

Sei curioso o curiosa di saperne di più?

Ci vediamo al prossimo post.

Un abbraccio,

Marianna

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Accedi a contenuti esclusivi, Guide, Template e tanto altro per iniziare il tuo percorso di Crescita personale e professionale a 360°. Tranquilla, so che il tuo tempo è importante. E odio lo spam. 🙂

Chi sono

Ciao, sono Marianna Gaito e sono l’amica che crede in te.
Nel mio blog condivido trucchi e strategie di crescita personale e professionale per donne ribelli che vogliono cambiare il mondo.
Il mio sogno è far comprendere a quante più donne possibili il grande potenziale che ognuna di noi ha dentro di sé.

Ti potrebbe piacere:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *