In questo articolo ti racconterò il principio che ha cambiato totalmente il mio approccio alla vita e la mia reazione a tutti gli eventi che mi capitavano.

Wow che figata, vero?

Alt.

Andiamo per step.

E’ un concetto che all’apparenza potrà sembrarti facile, magari già sentito e ripetuto da qualcuno dei nostri soliti guru del momento o da qualche influencer.

Ma ti assicuro che non è per niente banale.

Come ben sai, in questo blog ti racconto dei miei metodi sviluppati grazie alle esperienza che ho maturato nel corso degli anni, non frasi fatte.

Con questo cosa voglio dire?

Noi siamo il frutto di quello che ci succede.

Ma attenzione.

Nulla succede per caso.

Anche se potrà sembrarti strano, tutto è infinitamente collegato.

Ma cosa c’entra questo con il discorso che sto per farti?

E’ collegato perchè i metodi che ti racconterò in questo blog sono frutto della mia esperienza, di eventi che sono successi dopo aver posto cause, positive o negative, nel mio passato.

So che ti sto confondendo, ma ti avevo avvisato.

Non è un concetto per niente banale.

Ma piano piano ti racconterò tutto.

Ma cosa ti racconterò in questo articolo?

Ti spiegherò uno dei concetti che hanno segnato maggiormente la mia crescita personale e professionale.

Un concetto che una volta interiorizzato in profondità mi ha portato a dover compiere delle scelte.

Alcune di queste mi hanno reso triste o mi hanno fatto pensare di aver sbagliato fino a quel momento.

Un concetto che mi ha permesso di prendere consapevolezza di me stessa e di quello che volevo diventare aiutandomi a definire le mie priorità.

Ti avverto, non ci ho messo poco per metabolizzarlo.

Non è stato sufficiente leggere e rileggere la stessa frase mille volte per pensare di averla fatta mia.

E soprattutto non è una consapevolezza che, una volta acquisita, vive di rendita.

E’ un work in progress continuo, un percorso perenne per abituare la tua mente a metabolizzare ogni giorno di più questo concetto e soprattutto ad avere la forza di venire in tuo aiuto quando te ne dimentichi.

Questo concetto riguarda il tempo.

Inizierò raccontandoti la mia esperienza, sperando che possa esserti d’aiuto nel caso in cui tu dovessi essere in una situazione simile oppure sperando semplicemente che ti serva da spinta per iniziare il tuo percorso di cambiamento.

Era il 2018.

Il momento più buio della mia vita.

Tutto andava nel verso che non avrei mai immaginato.

Stavo vivendo un dramma emotivo a causa di una relazione che mi aveva prosciugato letteralmente le energie per ben tre anni.

Una relazione che nel corso degli anni aveva creato una versione di me stessa che mai avrei desiderato.

La peggiore versione di me stessa.

Una relazione che piano piano aveva inficiato anche la mia mente cambiando totalmente la consapevolezza che avevo di me stessa.

Rendendomi irriconoscibile ai miei occhi.

Vivevo la mia vita alternando alti e bassi in una situazione della quale ero solo una succube che accettava passivamente quello che le stava capitando.

Ci siamo passate tutte, lo so.

Purtroppo sicuramente ognuna di noi ha vissuto situazioni simili e sa di cosa sto parlando.

E se non le hai mai provate, sono estremamente felice per te e spero che tu possa raccontarmi poi il tuo punto di vista nei commenti. Potrebbe aiutare tante altre ragazze ad uscirne.

Non ho ancora il coraggio di raccontare nel dettaglio il momento che ho vissuto, ma ti assicuro che è stato terribile.

Quando lo ricordo, ho ancora i brividi.

Brividi perchè se guardo la me stessa di oggi e la paragono alla me stessa del 2018, ho paura di tornare ad essere Lei.

Cosa è successo pero in quel periodo?

La mia mente è cambiata.

La percezione di me stessa è cambiata.

La mia mente si era talmente tanto abituata a vivere in quella situazione di disagio che riconosceva quell’ecosistema come l’unico possibile per lei.

Si era convinta che tutto quello fosse normale.

Io mi ero convinta di essere davvero cosi.

Cosi come venivo descritta o cosi come reagivo alle situazioni che mi capitavano.

“Devo difendermi dagli attacchi, per questo motivo lo faccio”. Era quello che mi ripetevo tutti i giorni di quei lunghi tre anni.

Poi un giorno qualcosa è cambiato.

Ho incontrato un’altra persona.

No non è quello che stai pensando.

Ho incontrato me stessa.

Sì, mi sono data del tempo per incontrare me stessa. Mi sono data l’opportunità di incontrarmi e di ascoltarmi.

E ammetto che non è stato per niente facile.

Ma è stato l’inizio della mia risalita.

Come ho fatto ad incontrare me stessa?

Un giorno, un pomeriggio per l’esattezza, ho avuto un crollo emotivo.

Sì, un crollo di quelli che ti buttano giù.

Fortunatamente quel pomeriggio ho avuto quel crollo emotivo.

La mia mente era sfinita, io ero sfinita. E persa. Totalmente persa.

Non capivo più chi ero, non capivo più quale era l’ecosistema che mi circondava e quando era diventato tutto quello che avevo sempre odiato.

E quando io ero diventata tutto quello che avevo sempre odiato.

Ovviamente, non ti descrivo come sono andati quei giorni.

Ma ho toccato il fondo.

E l’ho toccato presto, fortunatamente, ma solo perchè l’ho deciso io.

In questo articolo ti racconterò come ho fatto ad attivare nella mia mente la molla che mi ha permesso di toccare il fondo il prima possibile ed iniziare la risalita.

Per iniziare a costruire la migliore versione di me stessa.

Come l’ho deciso?

Mi sono fermata. Fermata a pensare, a riflettere su quello che mi stava succedendo.

E la prima differenza che ho trovato rispetto a qualche settimana prima riguardava il tempo.

Avevo tempo.

Avevo talmente tanto tempo che in quel momento non sapevo che fare.

Ero talmente abituata a trascorrere le miei giornate correndo dietro ai desideri delle altre persone che non avevo mai realizzato quello che stava succedendo.

Stavo dando a quelle persone il bene più prezioso a mia disposizione, cioè il mio tempo.

Sì, lo so, sembra una cosa banale, ma pensaci un secondo.

La tua giornata è fatta da 24 ore, la tua vita ha un limite massimo oltre il quale non può andare.

Non puoi tornare indietro, ne andare avanti.

Dopo quella data di scadenza sarà tutto finito. La tua vita terminerà e tu sparirai per sempre.

E’ la realtà dei fatti.

Pensa ad altri beni limitati, riesci ad inviduare altri beni con le stesse caratteristiche?

I soldi non sono limitati. In qualunque momento della tua vita puoi fare un upgrade della tua carriera e guadagnare più soldi.

Gli amici non sono limitati. Puoi decidere una mattina di aprire la porta verso le opportunità e andare al ristorante da sola e rivolgere la parola al cameriere per fare amicizia. Oppure intraprendere un viaggio da sola e conoscere i tuoi compagni di viaggio, fino a quel momento estranei.

Le informazioni non sono limitate. Pensa solo a quante informazioni puoi ottenere oggi sul web.

Pensaci un altro po.

Sono sicura che non ti verrà in mente un bene che abbia le stesse caratteristiche del tempo.

Il tempo è l’unico bene che ha un limite.

Una data di scadenza.

L’unico che non puoi ottenere a tuo piacimento.

Lo scorrere del tempo è l’unico concetto al quale devi adattarti al 100% e che non puoi contrastare o fermare in alcun modo.

Fai tua questa frase, assimilala, digeriscila.

Il tuo tempo è il regalo più prezioso che tu possa fare a qualcuno.

Non è una frase fatta, fermati e leggi parola per parola.

Rifletti su questa parola: qualcuno.

Per “Qualcuno” si intende non solo qualcun’altro diverso da noi. Per “Qualcuno” si intende soprattutto noi stesse.

Quante volte ti sei dedicata davvero del tempo?

Quante volte hai detto di sì a quell’uscita con i colleghi solo perchè “andava fatto cosi”, anche se avresti avuto voglia di startene a casa sul divano con il tuo calice di vino tranquilla?

Quante volte non hai abbandonato una relazione tossica solo perchè eri entrata nel loop dell’abitudine?

Il giorno in cui ho metabolizzato che il mio tempo è il regalo più bello che io possa fare a qualcuno, è cambiata la mia vita.

L’energia e la consapevolezza che scaturiscono da questa frase sono immense.

E se il tempo è il regalo più prezioso che tu possa fare a qualcuno, ha senso fare questo regalo a chi non lo merita?

Ha senso dedicare il tuo tempo a qualcosa o a quel progetto che non lo merita?

Riflettici.

Il giorno in cui ho preso consapevolezza di questo concetto, ho troncato la mia relazione tossica.

Non solo con quella persona.

Ho troncato soprattutto la relazione tossica con me stessa.

E soprattutto non ho mai avuto ripensamenti.

E non perchè io sia più determinata di te.

Semplicemente avevo fatto mio quel concetto. E avevo finalmente voglia di cambiare i destinatari di quel mio grande regalo.

Ti assicuro che questa frase, una volta metabolizzata, ti aiuterà a prendere tante scelte all’apparenza difficili e ad analizzarne le conseguenze in maniera più rapida.

Ti racconto un’ultima cosa prima di salutarti.

Una volta metabolizzato, questo concetto ti sarà utile nelle situazioni più banali, come ad esempio andare o meno quella sera a cena fuori con quella persona, alle più complesse, come iniziare o meno un nuovo progetto lavorativo.

Ma questa è un’altra storia, che ti racconterò in futuro.

Come promesso, non ti rubo altro tempo.

Ti ringrazio per avermi fatto questo grande regalo: il tuo tempo.

Sono curiosa di conoscere la tua storia e leggere i tuoi pensieri.

Ti leggo nei commenti.

Un abbraccio,

Marianna

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Chi sono

Ciao, sono Marianna Gaito e sono l’amica che crede in te.
Nel mio blog condivido trucchi e strategie di crescita personale e professionale per donne ribelli che vogliono cambiare il mondo.
Il mio sogno è far comprendere a quante più donne possibili il grande potenziale che ognuna di noi ha dentro di sé.

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2 commenti

  1. Ciao Marianna, sono Elisa (ci siamo scritte ieri un o’ su messenger…la grafica in cerca della sua strada…)
    Ecco…mi hai commossa.
    Ho 10 anni più di te (e per questo ti stimo, perchè sei piccina ma cazzutissima…sei grandeee!)
    Ho 10 anni più di te, ma come hai scritto..non c’è età per iniziare.
    E non c’è un inizio solo… Mi rivedo molto nelle tue parole…Dagli studi (un percorso preso alla larghissima, studiando Economia Aziendale per far felice i miei genitori, quando sapevo benissimo, a 19 anni, che la Grafica era la mia vita…)
    E ci ho messo quasi 10 anni a prendere il coraggio, mollare i mille lavori fatti (che un po’ si avvicinavano alla grafica…un po’ me li facevo andar bene perchè erano sicuri…ma tutti boicottati perchè il mio amore era altrove)
    E ho odiato anche la grafica stessa…perchè la vivevo in ambienti che detestavo.
    Perchè non ero padrona di vivere il mio sogno come dicevo io.
    E nel frattempo dedicavo anima e corpo…e TEMPO…TANTO TEMPO… ad amori ed amici sbagliati.
    Sbagliatissimi e tossici…ma che…beh…era già tanto avere almeno loro… Io non mi bastavo…e non mi consideravo proprio…
    E poi ho toccato il fondo. Come dici tu. Ma un fondo brutto e ringrazio Dio di essere qui a scriverlo.
    E poi…è arrivato l’amore…l’AMORE VERO…non senza una maledetta e spigolosissima montagna da superare.
    E adesso che, almeno io e lui, siamo in cima…il mio lavoro?
    Ho mollato tutto e sto cercando di aprire il mio studio.
    Ma ho paura.
    E allora vado ad aiutare il mio compagno nella sua pizzeria. Perchè quello lo so fare. E non mi fa paura.
    Io ho paura di vedere se sono brava o no, da sola, nel mio sogno.
    Ieri mi hai chiesto degli argomenti di cui poter parlare…Io parlerei della paura.
    I blocchi…l’autosabotaggio.
    Dalle tue parole, da ciò che scrivi…io non percepisco delle esperienze del genere da parte tua.
    Allora sarebbe bello parlare del coraggio che hai avuto.
    Come si fa ad avere coraggio?
    Scusami se mi sono dilungata molto e ho chiesto così, tanto del tuo tempo.
    Ma credimi…mi ha fatto bene scrivere queste cose.
    Vado avanti a leggere i tuoi articoli. Mi piacciono un sacco!!!
    Brava Brava Brava
    Elisa

    1. Ciao Elisa, perdonami se ti rispondo solo adesso ma purtroppo non avevo letto il tuo commento. Grazie per le belle parole che hai condiviso con me e con tutta la community, sono parole intime e profonde che raccontano di te e della tua esperienza. E sono sicura che potranno essere di conforto e aiuto a tante altre donne. Grazie <3
      Sei una donna estremamente coraggiosa, la tua storia è un esempio per tutte noi che lottiamo per i nostri sogni e le nostre ambizioni, per affermarci in un mondo ricco di difficoltà e stereotipi. Dobbiamo eliminare la sindrome dell'impostore che tanto ci caratterizza, che ci blocca nel fare quel passo in più e nell'andare avanti nel progetto in cui potremmo mettere tutte noi stesse. Perché possiamo farlo. Abbiamo le potenzialità e la forza per farlo, da sole, con la nostra determinazione e grinta. Sarai sicuramente brava nel realizzare il tuo sogno, te lo assicuro. Avere il coraggio di fare una scelta del genere non è da tutti e tu l'hai fatta. Sei stata forte e credendo in te stessa, raggiungerai ogni tuo obiettivo. Anche io ho avuto paura ed ho tutt'ora paura di prendere determinate scelte che stanno balenando nella mia mente da un po', sto rimandando il momento in cui dovrò davvero affrontarle. 🙂 Vuoi sapere cosa faccio nel frattempo? Faccio un passo alla volta. Un passo alla volta verso quel mio grande obiettivo che mi spaventa cosi tanto, ma che so che è quello che voglio davvero. Un passo alla volta, a volte la prendo alla larga, altre volte prendo la via diretta, ma tutti i giorni faccio un passo in più per arrivare alla meta. E ti assicuro che così ho molta meno paura. 🙂 Per me il coraggio è un "muscolo" e come tutti i muscoli va allenato. 🙂 Ti mando un grandissimo abbraccio e un grande in bocca al lupo. Continua a credere nei tuoi sogni, con fiducia e coraggio. Ne hai da vendere. 🙂 Marianna

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