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Come darsi la possibilità di trovare la propria strada e trovare il Coraggio per mettersi in gioco.

La seconda meravigliosa Donna di #progettocoraggio è Alessandra Mastrantonio, una donna ribelle che ha dato vita alla sua rinascita in uno dei momenti più difficili per l’intera umanità: la pandemia globale da COVID-19.

Alessandra ha deciso di darsi la possibilità di mettersi in gioco per l’ennesima volta, a 33 anni, in un Paese diverso dal suo Paese d’origine, senza mai darsi per vinta.

Scegliendo di non voler rientrare per forza in un’unica definizione.

In questa intervista per #progettocoraggio, Alessandra ti racconta del suo Coraggio, a partire dal suo trasferimento in Inghilterra a soli 23 anni passando per la pandemia e la sua nuova rinascita 10 anni dopo.

Una carica di ispirazione e fiducia nel mondo e nelle sue innumerevoli opportunità.

Come mettersi in gioco e trovare il Coraggio per raggiungere la felicità. Scopri la storia di Alessandra Mastrantonio in #progettocoraggio.

Ciao Alessandra, piacere di conoscerti. Raccontaci un po’ di te, della tua storia, dei tuoi sogni e delle tue ambizioni

La mia storia inizia in un paese di 3000 abitanti, il porto sicuro in cui tornare sempre ma al tempo stesso il luogo troppo piccolo da cui fuggire.

Ho sempre avuto bisogno di stimoli ma anche di non pensare alla domanda a cui non ho mai saputo dare una risposta precisa: cosa voglio fare da grande?

 A 23 anni mi trasferisco in Inghilterra, a Bristol, con le idee poco chiare, mezzi a disposizione limitati ed una lingua a me sconosciuta.

Inizio a lavorare nella ristorazione e quella che doveva essere un’occupazione provvisoria diventa una professione vera e propria.

Resto nel settore per dieci anni, studio, cresco e ricopro diversi ruoli. 

Dopo 4 anni in Inghilterra torno a Roma, mi iscrivo ad un corso per sommelier ed inizio a collaborare con la fondazione con cui ho conseguito il diploma.

Per un anno lavoro con loro senza sosta ad eventi e corsi, continuando nel frattempo a studiare e specializzarmi, diventando anche sommelier dell’olio

E’ stato come mettersi in gioco per l’ennesima volta.

La mia vita mi porta di nuovo al bivio incontrato anni prima.

Italia o Regno Unito?

Londra ha la meglio.

Mi trasferisco lì e lavoro come manager in un ristorante ed enoteca nella City ma nonostante gli aspetti positivi, qualcosa nel mio rapporto con l’hospitality era cambiata.

Arriva la pandemia e con essa la mia rinascita.

La perdita del lavoro diventa un’occasione di riflessione onesta con me stessa e la presa di coscienza che quella non è più la mia strada.

Finalmente l’ho detto a voce alta, prima a me poi agli altri.

Ho voglia di essere indipendente e di lavorare online.

Quindi?

Si ricomincia da capo a 33 anni? Sì.

Come? Non ne ho idea. 

Per caso inizio a seguire un professionista del digital marketing e ad interessarmi agli argomenti che tratta.

Mi iscrivo ad un corso, poi ad un altro, poi ad un altro ancora.

Mi ritrovo in una community di persone che provengono dai settori più disparati.

Capisco che il digital marketing può essere applicato a qualsiasi cosa e che voglio usarlo come mezzo per aiutare cantine e ristoranti a definire la loro presenza online.

È l’unica cosa che vorrò fare? No, non credo.

Sono nel pieno del processo di formazione e sperimentazione ma sono determinata ad andare avanti.

Sbaglierò, capirò cosa mi piace e cosa non mi piace.

Nel frattempo ho aperto un profilo Instagram in cui spiego il vino in modo semplice ed accessibile a tutti.

Voglio che sia un punto di partenza da cui sviluppare un progetto personale più grande.

Raccontaci di un ostacolo che hai dovuto affrontare nel tuo percorso di crescita personale o professionale

Ultimamente quello più grande è stato capire cosa volessi fare, come reinventarmi da zero.

Poi ho capito che non partivo da zero, che avevo un percorso alle spalle come professionista e come persona in un settore nel quale avevo deciso di non lavorare più, ma in cui ero cresciuta e maturato qualità che potevano essere compatibili anche con altri ambiti.

In generale però nel mio percorso ce ne sono stati diversi di ostacoli, spesso conseguenze di un giudizio, di un pregiudizio o di preconcetti

Quello da parte degli altri, a seconda delle circostanze, in quanto donna, persona straniera, inesperta, troppo diretta, ribelle e mille altre cose. 

Quello da parte mia nei miei stessi confronti, che hanno generato il senso di inadeguatezza e l’idea di dover sempre volare basso e non chiedere di più, la paura di non piacere a tutti, la diffidenza. 

Ho dovuto lavorare molto su me stessa nel corso degli anni per liberarmi di questo e capire che essere in pace con me era il primo punto da cui partire. 

Alessandra, hai davvero un percorso meraviglioso alle spalle! Raccontaci quali sono stati i più grandi ostacoli che hai dovuto affrontare

I più grandi ostacoli sono stati i pensieri auto-limitanti, l’idea di non essere mai abbastanza brava. 

Dare per scontato che gli altri ne sapessero già molto più di me.

Non interagire con nessuno perchè non avere un progetto ben definito corrispondeva nella mia testa a non avere davvero qualcosa di cui parlare e su cui confrontarmi.

Come hai fatto a trovare il Coraggio per superarli?

Ci sono riuscita proprio iniziando a parlarne con altre persone incontrate durante il mio percorso.

Essendo onesta con me e con gli altri, senza piangermi addosso o restando nel mio ma dicendo “Ok, anche se non so bene dove andare sono determinata a proseguire un percorso diverso da quello in cui mi trovavo ieri.

La strada la costruirò e definirò camminando, non stando ferma. 

Alessandra Mastrantonio

Una cosa che ha cambiato completamente la mia prospettiva è stato comprendere che tutti possiamo trasmettere la nostra conoscenza ed essere d’aiuto per qualcun altro.

Tutti possiamo portare valore.

Secondo te, Come si fa ad avere coraggio?

Ascoltandosi e cercando di rendere felici se stesse prima di chiunque altro. 

Siamo circondate da condizionamenti, richieste di performance e giudizi ma non siamo la somma di un punteggio. 

Avere coraggio per me è darsi delle possibilità, mettersi in gioco, non darsi per vinte.

È non voler rientrare per forza in una definizione.

Decidere di mettersi in gioco anche più volte nel corso della propria vita, pur di realizzare i propri sogni.

Vuol dire chiedere aiuto e fermarsi nel momento in cui si sente il bisogno di farlo, circondarsi di relazioni sane con persone che ci supportano.

Decidere di tagliare i rami secchi ripartendo da se stesse, chiedendosi “Cosa voglio davvero?”

Se volete saperne di più della mia storia e del mio coraggio, vi lascio i miei contatti Instagram.

Non vedo l’ora di conoscervi!

Scopri Alessandra e il suo progetto The reason wine

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Chi sono

Ciao, sono Marianna Gaito e sono l’amica che crede in te.
Nel mio blog condivido trucchi e strategie di crescita personale e professionale per donne ribelli che vogliono cambiare il mondo.
Il mio sogno è far comprendere a quante più donne possibili il grande potenziale che ognuna di noi ha dentro di sé.

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