#progettocoraggio, la voce delle donne per le donne ?

Ciao Angela, raccontaci un po’ di te, come ti descriveresti in poche righe?

Beh, cosa dire di me… Sono una giovane romanticona, cresciuta a suon di cartoni animati Disney e romanzi di Jane Austen. Dall’età di 11 anni, nutro una grande passione per le lingue straniere ed è l’unica passione che sono riuscita a coltivare per tutti questi anni.

Devo ammetterlo, di solito perdo la motivazione dopo qualche mese o, se tutto va bene, qualche anno.

Così, dopo essermi laureata alla Scuola per Interpreti e Traduttori il mio sogno era mettere le mie conoscenze linguistiche a disposizione di chi ne avesse bisogno e contribuire a creare un mondo migliore.

In questa fase della mia vita, ho deciso di riprendere un lavoro che amo moltissimo e che mi rende davvero felice: fare la Guida Turistica e lasciare il segno nel cuore dei visitatori che decideranno di farsi accompagnare da me durante le loro escursioni.

Ogni volta che accompagno un turista in giro per il mondo con le mie storie e i miei racconti, è come se lasciassi un po’ di me nella sua vita. Mi rende felice sapere di poter rendere altre persone felici.

come l'amore verso te stessa salverà il mondo.
L’amore verso te stessa salverà il mondo.

Raccontaci del tuo percorso di crescita personale e professionale, quali sono stati alcuni degli ostacoli che hai dovuto affrontare?

Un ostacolo… in realtà, ho dovuto affrontare tanti ostacoli durante il mio percorso di crescita personale e professionale.

Per non scrivere un romanzo ed evitare di annoiarvi, oggi mi soffermerò su uno dei più grandi ostacoli che si sono presentati durante il mio percorso.

Qualche tempo fa, ho intrapreso una Cooperazione di qualche mese durante la quale lavoravo con colleghi italiani e stranieri. Adoravo e amo tutt’ora questa tipologia di incarichi: garantiscono lo scambio linguistico-culturale, aspetto che reputo estremamente arricchente sia dal punto di vista personale, sia da quello professionale.

Non ho mai avuto problemi con i colleghi perché generalmente chi lavora nel mio settore è aperto allo scambio.

Ma purtroppo, in quel caso, non è stato così.

Un mio collega purtroppo tentava spesso di superare i confini della mia vita privata, andando ben oltre il rapporto professionale. Per darvi un’idea, mi chiedeva spesso se avessi intrattenuto rapporti di natura sessuale con il collega X o cose simili.

Sono una persona molto riservata, tengo molto alla mia privacy e questo atteggiamento mi aveva dato enormemente fastidio.

Inizialmente, ho lasciato correre sperando che la situazione terminasse in poco tempo.

Con il passare del tempo, invece, la situazione è peggiorata.

Un giorno quelle domande sono state poste di fronte ad alcuni clienti (inutile dirvi quanto fossi imbarazzata e furiosa!) e ad alcuni colleghi con i quali nel frattempo avevo instaurato un bellissimo rapporto di amicizia. 

Era giunto il momento di fare qualcosa.

Così un giorno, dopo il lavoro, mi sono rivolta al Collega dicendogli in tono fermo e deciso di non fare mai più domande simili durante il lavoro e/o a terzi, dal momento che erano temi inerenti alla mia vita privata.

Fortunatamente, avevo deciso di parlargli in un luogo pubblico con altre persone presenti nelle vicinanze perché Lui, pretendendo di aver ragione, si è infuriato al punto tale da urlare fino a mettermi quasi le mani addosso. Dico “quasi” perché la sua mano si è fermata a una spanna dalla mia faccia.

Era un uomo che, evidentemente, non era abituato a trovarsi di fronte una donna forte che era capace di lottare per farsi valere.

Immagino cosa vi state chiedendo… Sì, in quel momento ho avuto paura.

Non tanto per me, ma per le altre persone che Lui “tirava in ballo” con le sue domande.

E questa paura è rimasta con me per diversi mesi.

Non ho mai provato nulla del genere in vita mia. 

Il fatto è stato naturalmente segnalato in Direzione, ma non era stato considerato “sufficiente” per licenziarlo o allontanarlo.

Anzi, mi è stato chiesto di continuare a lavorare con lui, molto spesso anche da soli per intere giornate. Ho dovuto mettere tutto da parte, indossare una maschera sorridente sul viso e far finta di niente.

Se ci ripenso fa ancora male perché non credo di aver mai meritato un trattamento del genere, ma rifarei tutto. E non perché sono autolesionista, ma perché so che ero dalla parte della ragione.

Ogni cosa che ci succede ci cambia.

Nel mio caso, mi ritengo fortunata perché ora so cosa sono in grado di fare, quanta forza ho dentro di me e, cosa più importante, che non permetterò più a nessuno di mancare di rispetto a me stessa o alle persone che amo.

Grazie per aver condiviso la tua storia di coraggio, Angela… Quali sono stati i più grandi blocchi che hai dovuto affrontare durante il tuo percorso?

Ho da sempre dovuto far fronte a due tipi di blocchi diversi: i limiti che creavo nei confronti di me stessa, come la paura di non farcela e di non essere abbastanza, e quelli che creavo nei confronti degli altri, come ad esempio la paura di non essere accettata sia come donna, sia come professionista.

Questa “lotta” è tutt’ora in atto, per cui lungi da me definirmi l’eroina di turno.

L’importante credo sia non smettere mai di lottare, conoscersi meglio e cercare di capire come poter avere successo e come poter stare meglio con noi stessi e gli altri. 

Nel mio caso specifico, per esempio, mi sono resa conto che è meglio avere meno successo, professionalmente parlando, ma essere coerente con me stessa e con i miei valori.

Se posso darvi un consiglio: non abbiate paura di essere voi stesse o di perdere degli amici/affetti.

Chi vi vuole bene, resterà al vostro fianco e sarà felice dei vostri progressi.

E chi invece non lo farà?

Beh, chiedetevi se vi voglia bene sul serio. ?

Come affronti tutto questo giorno dopo giorno?

Con coraggio. Ogni giorno guardo dentro me stessa e cerco tutto il coraggio che mi serve per essere più forte dei limiti che crea il mio cervello.

Non so dirvi esattamente come si è manifestato il mio coraggio.

So solo che ho ascoltato me stessa, sapevo quali erano i miei argomenti e ho agito per farli rispettare. Spesso in questo processo ho fallito, ma è dalle sconfitte che si diventa più forti.

L’unico consiglio che mi sento di darvi è di farvi guidare dall’amore per voi stesse e per gli altri.

Non credo esista una forza e una manifestazione più potente della forza dell’amore che è dentro di noi.

Secondo te, come si fa ad avere coraggio?

Tutte noi abbiamo coraggio, semplicemente spesso ce ne dimentichiamo.

Mi piacerebbe dirvi che ho la ricetta giusta per trovare coraggio.

Purtroppo, però non è come cucinare dei biscotti.

Tuttavia, sono fermamente convinta che in determinate circostanze nella vita, ogni donna sa tirar fuori la leonessa che è in lei e riesce a mostrare al mondo tutta la sua forza. 

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Chi sono

Ciao, sono Marianna Gaito e sono l’amica che crede in te.
Nel mio blog condivido trucchi e strategie di crescita personale e professionale per donne ribelli che vogliono cambiare il mondo.
Il mio sogno è far comprendere a quante più donne possibili il grande potenziale che ognuna di noi ha dentro di sé.

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